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“Il lavoro va pagato”

“Il lavoro va pagato”. E’ con questa frase che un giorno  il sig.Armando, un insolito personaggio della mia zona incontrato al supermercato, chiude la conversazione dopo aver descritto l’organizzazione della settimana entrante in vista dell’ultimo lavoro offertogli. Un uomo dal passato sconosciuto che si adegua a qualunque lavoretto gli si proponga.

A voi che state leggendo potrà sembrare banale o ovvio il significato di questa frase, ma a me in quel momento ha colpito molto.Non era necessaria un’uscita così, non era una conclusione logica; è stato un suo commento, una considerazione finale derivata probabilmente da una concatenazione di pensieri veloci avvenuti nella sua testa (quindi forse per lui era logica). Ma per me no,e mi ha colpito perchè era da un pò di tempo che riflettevo sulla effettiva onestà del mio compenso orario, e quella frase è arrivata nel momento giusto ad aprirmi la mente. Grazie Armando

Perchè parlo solo ora di questo? Non è insolito leggere in internet commenti di chi pensa che siccome una persona sta male (in senso psicologico) non è giusto che debba anche pagare per farsi aiutare,o comunque pagare così tanto. Tu concorderai che il benessere psicologico è importante tanto quanto potersi vestire e avere una casa, ma non mi risulta che negozianti o muratori lavorino gratis. E’ vero, c’è chi in ambito psicologico ha una tariffa spropositata, ma il  lavoro di offre un sostegno psicologico non può essere paragonato a quello, per esempio, di un normale impiegato, e certo non perchè sia più importante (sono stata operaia, donna delle pulizie e altro ancora prima di arrivare qui: ho imparato che non esistono lavori più importanti di altri)

Quindi arriviamo al punto:

Perchè ti costo così?

La realtà è che per quanto si abbia studiato e fatto pratica chi lavora in campo psicologico non e’ in possesso di verita’ assolute. Qualunque sia il tipo di approccio psicologico scelto non può subito offrire schemi e risposte che vadano bene a chiunque, ma ha a disposizione un modus operandi che pur non essendo una risposta a tutto e’ pero’ una guida su cui poi ogni counselor, o chi per lui, deve lavorare e che deve riadattare alla persona specifica che ha davanti a se’.

Ecco che si rende necessaria una continua preparazione e un continuo studio per poter meglio gestire il cliente  e la sua problematica.  Il che mi spinge a formarmi e aggiornarmi continuamente, non solo in senso professionale ma anche personale. Non è cosa da niente, perche’ entrambe le formazioni necessitano sempre non pochi soldi.

Cosa e’ la formazione personale?

Nella mia professione è necessario mantenere in equilibrio le proprie emozioni. Questo significa che se sto vivendo un problema personale devo avere la capacità di dimenticarmi di me stesso e di lasciare le mie preoccupazioni fuori dal setting di counseling, così da poter accogliere quelle del cliente. Questo richiede un lavoro su di me prima di ricevere chiunque, che nel mio caso è dato da esercizi di meditazione (grazie a un corso) utili a liberare la mente, ma anche dopo aver terminato il colloquio per scaricare tutte le emozioni rilasciate dal cliente.

Quindi alla fine il tempo dedicato a ogni colloquio corrisponde a piu’ dell’ora del colloquio effettivo. Del resto è necessario essere in grado di accogliere tutti allo stesso modo, offrendo la stessa attenzione e disponibilità d’animo. Avere a che fare con la sofferenza, l’ansia, la rabbia o la tristezza delle persone implica un graduale venir meno delle energie e delle risorse utili al sostegno psicologico. E’ per questo che NON E’ POSSIBILE incontrare molti clienti al giorno.

E da qui si giunge al prossimo punto:

il supervisore:

è colui o colei (counselor o psicologo) a cui periodicamente i counselors devono rivolgersi per mantenere il proprio equilibrio interiore parlando dei propri problemi, o nei casi in cui ci si sente ‘travolti’ dal cliente e dal suo disagio. Lo scopo e’ di capire il perchè ed essere quindi in grado di gestirsi al meglio. Anche io counselor, come tutti gli altri, sono  un essere umano, vivo anche io di emozioni e anche io sono fatto delle esperienze che ho vissuto e che in taluni casi possono riemergere all’improvviso creando disorientamento o disagio. Tutto questo, se mal gestito, PUO’ CONDIZIONARE negativamente il mio lavoro.  Così i soldi che tu spendi per me, io poi una parte li spendo per la supervisione (non ho sconti).

Come vedi fare il counselor è costoso, senza tener conto che per molti dei miei colleghi ci sono anche le spese di affitto dello studio.

Io, fortuna tua :), svolgo la mia attività online percui non devo sostenere le spese legate a uno studio in cui accoglierti. Questo è il motivo percui la mia tariffa oraria è più bassa della media dei miei colleghi psicologi.

Ma c’è un’altra questione, forse la più importante:

il senso di responsabilità di chi chiede un aiuto. Io, come molti dei miei colleghi, ho iniziato svolgendo la mia attività in modo completamente gratuito, per arricchire la mia esperienza e le mie capacità senza dover aspettare troppo tempo (si sa che ce ne vuole prima di crearsi un ‘giro’). Quel che ne è emerso è che molti dei clienti non ‘collaboravano’. Non ho la bacchetta magica (e nemmeno i miei colleghi): se vuoi superare una difficolta’ è necessario che anche tu impieghi le tue energie.

Inoltre capitava che taluni si presentassero in ritardo senza dare tante spiegazioni o scuse, e a volte non si presentavano affatto. Ho svolto una piccola indagine ed effettivamente questo è stato un problema comune a chi aveva inizialmente offerto gratis il proprio servizio. Così queste persone non solo non affrontavano il problema che li affliggeva, ma dimostravano anche scarsa o nulla considerazione a chi offriva loro il proprio tempo e le proprie conoscenze.

E’ per questo che dare qualcosa in cambio che abbia un certo peso è fondamentale perchè il counseling sia effettivamente utile, in questo caso i soldi, che hanno molto peso dato che si fatica a guadagnarli.

Dare valore all’aiuto psicologico significa dare valore a se stessi e alla propria vita.

Per saperne di più vai al link sottostante e scoprirai anche che un percorso in counseling ha un massimo 10/15 colloqui.

Colloqui online: vantaggi e metodiche

 

 

 

 

 

 

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